• Pubblicata il:
  • Autore: LEONARDO M.
  • Categoria: Racconti fetish
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IL MATRIMONIO DI CELESTINO - parte 3

IL MATRIMONIO DI CELESTINO - parte 3 Ma era bella, uuuh se era bella... ed era anche intelligente! Una volta aveva vinto le semifinali di “Veline”, ma era stata ingiustamente eliminata in finale quando, dovendo firmare un contratto con Canale 5, Mammuccari e il Gabibbo s'erano accorti che non sapeva scrivere!!! Va be’, succede… Però su di lei non volava parola! Tutte le informazioni raccolte e messe insieme da Celestino come in un puzzle (a parte quelle dei due vicini maliziosi), lasciavano trasparire solo una verginità intemerata. Non era fidanzata, usciva di casa pochissimo, anche se di notte, e possedeva eccellenti virtù domestiche. Così, dopo aver ottenuto il benestare della madre, si fece presentare ai genitori di lei tramite l’arciprete del paese. Il risultato fu ottimo. I genitori di lei apprezzavano molto il suo impiego di bancario, e presto potè recarsi a casa loro, naturalmente accompagnato dalla madre Brunetta. Quel giorno si era lucidato le scarpe con il Pronto, e la loro luccicànza fece una grande impressione. Detto fatto! Lui e la biondina si videro per ben tre volte e, dopo la conclusione delle trattative tra la madre di lui e i genitori di lei, si sposarono con una cerimonia oculata, equilibrata e senza sperperi. Dopo il rito ed il pranzo tenuto nel prestigioso ristorante Mac Donald’s dell'Ipercoop, nel pomeriggio i parenti li accompagnarono all’aeroporto di Bologna. Bolognaaa? Aeroportooo? Volareee? Ecco, questa fu l’unica botta di vita che si concesse: il viaggio di nozze a Parigi. Due giorni nella capitale francese e due giorni ad Euro Disney. Aveva provato a convincere Angelina ad andare in treno, uuuh se ci aveva provato! Ma la biondina s'era messa a piangere e lo aveva supplicato. Le sarebbe piaciuto così tanto andare per la prima volta in aereo… Così lui aveva ceduto. Pur avendo paura di volare, aveva ceduto per farla felice. E infatti lei era felice, radiosa come una vergine (???). “Com’è bella…”, pensava lui, "Niente, nemmeno col pensiero, è stato toccato del suo splendido corpo". Eppure, a ben guardare, le sue mani affusolate e nervose e le sue ascelle depilate ma sudatissime, sembravano tradire qualche antico segreto. Tuttavia Celestino era tranquillo. Tranquillo perché le valigie, ordinate e pulite, erano state assicurate. Tranquillo perché gli scontrini erano stati accuratamente archiviati nella sua tasca. E tranquillo perché, oltre alla carta di credito CARIFE, ben 5 banconote da 100 euro giacevano ordinatamente nel suo portafoglio!!! D’altronde, di cosa avrebbe dovuto preoccuparsi? Avendo ormai 27 anni, prima di ammogliarsi, aveva perfino rifatto per la quinta volta testamento!!! Gli sposi, mano nella mano, salutarono i parenti dall’oblò. Il caldo mitragliava le lamiere della classe economica e, nonostante un debole afflusso di aria condizionata, tra le poltroncine stipate si respiravano aromi di pance, di genitali, di aliti così pesanti da mettere in forse il sollevarsi dell’aereo!!! I due sposini continuarono a tenersi per mano. Angelina aveva sistemato una giacca di lino tra il bracciolo del sedile e la patta di lui, e gli fece una sega dietro l'altra per tutto il viaggio, assorbendo la sborra con dei fazzolettini di carta. Mancava pochissimo all’atterraggio quando, il comandante dell’aereo, comunicò ai passeggeri che sarebbe ancora salito di quota per evitare alcune turbolenze. Fu solo questione di attimi e, all’improvviso… BUUUUUM! Il rumore fu secco, violento, inaspettato, come quando, al Luna Park, un deficiente urta con la sigaretta accesa il palloncino di un bimbo e lo fa scoppiare. Celestino si girò di scatto e vide i seni di lei afflosciarsi… evaporare… rattrappirsi come prugne secche. Proprio loro… le meravigliose mammelle, le tette di lei così grosse, così sode, così desiderate. Angelina svenne. Passato lo shock iniziale, tuttavia lui non si scompose. Si chiuse la patta dei pantaloni, disse agli altri passeggeri che si trattava solo di un piccolo malore. Si alzò, prese dalla borsa da viaggio una bottiglietta riempita con acqua di rubinetto, un bicchiere di plastica, e cercò di rianimarla. “Ci vuole un attimo…” disse ma, mentre cercava di aprirle la bocca per farla bere, la dentiera di lei cadde sul sedile!!! Anche questa volta non si scompose. Pulì il bicchiere con un fazzolettino di carta e rimise tutto al suo posto, nella borsa che stava in alto, sul portabagagli. Ma nel fare questo movimento, sia pure con attenzione, urtò con la manica della camicia la testa di lei e, senza che potesse fermare il gesto, i bottoni della manica si impigliarono. Dietro al braccio che si sollevava, rimasero attaccati anche i capelli puri e biondi di Angelina… si trattava di una parrucca completa!!! Angelina mostrò un cranio glabro e lucidissimo. Ancora più lucido delle scarpe di lui!!! Forse fu solo allora che si scompose. Forse fu solo allora che, perfino a Celestino, girarono un po' i maròni!!! Staccò la parrucca dal braccio, la depose sulla gonna di lei, e pregò tutti i passeggeri esterrefatti di dare le proprie generalità. In presenza dello stewart e delle hostess, scrisse tutto sull’agenda che portava sempre con sè, li pregò di controfirmare, li ringraziò e si rimise a sedere. Quando il comandante annunciò l’atterraggio, allacciò la sua cintura di sicurezza e quella di Angelina, che era sempre svenuta. Mise dentro la parrucca che le stava in grembo gli scontrini dei bagagli di lei, i documenti, il biglietto di ritorno e 100 euro in contanti. E quello fu l’unico vero momento di panico. Pensò: “Cazzaròla, forse 100 euro sono troppi… non era meglio 50???” Ma il tempo stringeva e ormai l’atterraggio era stato completato. Scese in fretta e lasciò sull’aereo la moglie priva di sensi. Mentre l’ambulanza di servizio la portava in ospedale, lui si era già imbarcato sul primo volo in partenza per l’Italia. Arrivò a casa in piena notte e, mentre raccontava l’accaduto alla madre, non tradì nessuna emozione. L’indomani avrebbe pensato ad informare i colleghi, a redigere le testimonianze ed a recarsi dall’avvocato per l’annullamento del matrimonio, celebrato sì, ma mai consumato. Ora bisognava soltanto riposare. Celestino andò nella sua cameretta, chiuse la porta a chiave e si guardò allo specchio. Si spogliò fino a rimanere completamente nudo, aprì il primo cassetto del comò, prese un rossetto e se lo cosparse sulle labbra. Poi estrasse un reggiseno imbottito quinta misura, lo indossò e, compiaciuto, si fece una pugnètta guardandosi allo specchio e gridando con tutto il fiato che aveva in corpo:“Tròiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!” FINE

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