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  • Autore: Ely
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Impiegata - Barletta Andria Trani Trasgressiva

Come ogni anno la ditta in cui ero impiegata aveva organizzato la solita pallosa cena aziendale di fine anno, un po’ in anticipo visto che era ancora la seconda settimana di Novembre, e noiosa perché come da anni succedeva, sapevo che durante la cena si discuteva sempre e solo di sport, cosa a cui sono poco interessata, e perché era una ditta di soli uomini con solo 2 donne, io di 28 anni e Paola di 30, che non ci dispiacerebbe anche divertirsi andando a cena in qualche discopub o locali alternativi con un po’ di vita, visto che io sono sposata e solitamente esco poco e Paola si dispera sempre per la vita piatta che il suo ragazzo le fa fare. Quella serra avevo appuntamento con Paola la mia collega, sotto casa mia per andare alla cena, d’accordo con lei ci eravamo vestite un po’ osè per eccitare ed anumare un po’ la serata ai nostri colleghi, quindi mi ero tutta preparata come non mai avesse nemmeno sperato mio marito, strepitoso e seducente guepiere nera azzurra con reggicalze, slip intonato e calze nere, non lo avevo mai indossato anche se più di una volta mio marito me lo aveva chiesto, nell’indossarlo mi sono guardata allo specchio più volte per vedere quanto mi rendesse seducente, provocante e quant’altro… . Indossai poi un completo tailleur con gonna lunghette ma con due spacchi laterali regolabili da bottini, che ovviamente relolai al massimo in modo che si intravvedesse al limite il reggicalze con le calze, una camicetta binca semitrasparente che faceva intravvedere le coppe della guepiere riempite a dovere da una bella terza abbondante, e per finire due scarpe nere con un tacco di 10 cm che slanciavano la mia corporatura riempita a dovere nei punti dove serve.Devo dire che dopo essermi finita di truccare, un po’ pesante, di solito sono molto acqua e sapone con appena una sfumata di rossetto, mi sentivo talmente provocante che mi guardai allo specchio per 10 minuti posando in vari modi per vedere come stavo. Suonò il campanello, era Paola , era un po’ in anticipo, mi disse poi, per farsi controllare come si era vestita, approfittando quindi dell’assenza di mio marito la feci salire. Era stupenda, indossava una mini da sballo che esaltava due gambe perfette inguainate da un paio di autoreggenti che si intravvedevano appena e due stivali neri fino al ginocchio, sopra indossava una giacca scollata che lasciava intravvedere un top color viola. Ero così eccitata che le toccai le gambe sfiorandole fino ai glutei, lei allora mi fece vedere il top che si intravvedeva solamente con la giacca, quindi se la tolse ed il mio stupore fu veramente grande nel vedere che Paola no aveva indossato il reggiseno e che la sua quarta abbondante e soda si intravvedeva dalla leggerezza della trama del top, si notavano bene i capezzoli scuri e grossi, tanto che non resistetti a non toccarle il seno, cosa che non turbò per nulla Paola, anzi lei con molta tranquillità mi chiese se era abbastanza troietta e nel dirlo portò una mano su di una mia gamba palpeggiandomi per bene ed alzando la mia gonna per vedere cosa indossavo. Una esclamazione di stupore le uscì dalle labbra per poi aggiungere che ero proprio una elegante “signora troia”, e che i nuovi occhiali con montatura nera e lenti rettangolari mi davano proprio l’aria di una segretaria sexi .
Dopo esserci ricomposte siamo uscite di casa per andare alla cena, durante il tragitto parlavamo fantasticando su come comportarci per turbare con atteggiamenti seducenti e provocanti i nostri colleghi, e fargli così notare quanto eravamo donne, siccome li sentivamo sempre lamentarsi e commentare sul lavoro di come sembravamo pantofolaie da come ci recavamo vestite in ufficio, vestite molto semplicemente con pantaloni e felpe e a volte tute. Arrivammo poi all’agriturismo dove aveva prenotato la ditta, e come da copione, siamo riuscite ad arrivare per ultime, gli altri erano già dentro al locale, lo notammo dalle macchine parcheggiate. Quando siamo entrate mi sono sentita in imbarazzo, non mi ero mai vestita in quel modo, e tutta la sicurezza che avevo in me era sparita, tutti si voltarono a vederci entrare, sarei quasi tornata indietro, ma Paola mi teneva per mano , così mi fece strada verso il tavolo dei nostri colleghi. Ci avevano tenuto due posti una fronte all’altra, tra di loro, a circa metà tavolo. Al mio fianco sedevano Andrea e Fabio , due ragazzi di rispettivamente 34 e 35 anni, anche bellocci e simpatici, erano gli unici tutti gli altri colleghi si aggiravano sulla quarantina e oltre. Come ci siamo sedute ci hanno fatto i complimenti per come eravamo vestite, dicendo che ci riconoscevano a stento, e che dovevamo agghindarci così anche sul lavoro, che in quel modo avremmo allietato la pesantezza del loro lavoro, quindi dopo un preludio di complimenti e battutine iniziammo a mangiare, e chissà perché al posto dei soliti discorsi di sport, i colleghi vicino a noi iniziarono a parlare di vestiti di donne e di sesso. Paola ad un certo punto, dopo aver già bevuto alcuni bicchieri di vino, mi fece un cenno che non capii, ma subito dopo si alzò dal tavolo dicendo che aveva caldo togliendosi così la giacca lasciando ammutoliti tutti nel sfoggiare quel solo top praticamente inesistente da quanto la trasparenza, che forse per colpa della luce nel locale mi sembrava ancora più accentuata, risaltasse quel seno, grosso e sodo, i capezzoli erano così evidenti che arrosii per lei abbassando lo sguardo, cosa che non fecero Fabio e Andrea, che muti come pesci non le toglievano, come tutti, gli occhi di dosso. Per qualche secondo ancora nessuno sussuro alcunchè , nel tavolo regnava stupore e incredulità, tutto fu rotto dalle parole di Paola che forse ara già più che allegra, al punto che esordì dicendo che se dovevano vedere le mie gambe per riprendere fiato tanto erano ben inguainate e risaltate dal reggicalze che indossavo. A quel punto mi sentivo andare in fiamme dal gran che ero imbarazzata, notando poi che gli sguardi di Fabio e Andrea non erano più rivolti sul petto di Paola ma sulle mie gambe e che gli spacchi laterali ben lunghi, nel sedermi , avevano lasciato scoperto le mie gambe proprio all’altezza dell’attacco delle calze col reggicalze, mi irrigidii ulteriormente, così l’unica cosa che riuscii a fare fu quella di bere tutto di un fiato il bicchiere di vino che mi avevano riempito e che non avevo ancora toccato, non bevevo mai, ma in pochi minuti avevo bevuto sicuramente 4/5 bicchieri, che attentamente i colleghi si preoccupavano di tener ben riempito a dovere .La serata proseguì ancora un po’ in modo molto soft, tutti cercavano argomenti alternativi per conversazione, ma immancabilmente sia io che Paola avevamo gli occhi di tutti puntati sempre addosso, così il mio imbarazzo prese il sopravvento su di me facendomi bere ancora più volte. Anche Paola aveva continuato a bere, forse troppo, così di li a poco si sentì male e corse in bagno a vomitare, anche Andrea corse in bagno a vedere come stava e se aveva bisogno di aiuto. Paola no si reggeva più in piedi così chiese ad Andrea se la poteva accompagnare a casa. Io rimasi sola così insieme a 19 uomini, vestita da troia e brilla, anzi avendo continuato ad assaggiare e bere vari vini non ero sicuramente più lucida, cosa che saltò subito all’occhio di Marco, un altro collega sulla quarantina abbondante e un pò grassottello, che prese subito il posto di Andrea accanto a me. Sicuramente era per guardare meglio le mie gambe che tenevo inconsciamente per abitudine acavallate, cosa che permetteva di ammirarle in tutte le sue parti dalla caviglia alla coscia, ma me ne accorsi solo dopo quando iniziò a fare dei discorsi spinti sul sesso, su cosa fanno o non fanno certe donne, su come lo fanno e così via, nel mentre notavo la tristezza di Fabio nell’ascoltare certi discorsi, e non capendo gli chiesi perchè era così triste. Come un lampo dalla bocca di Marco, quasi per sfotterlo, si fece largo prima una risatina poi disse che Fabio si era lasciato con la sua ragazza da mesi e che non riusciva a sentire parlare di sesso perché era in astinenza da un tot, e che aveva bisogno che qualcuna gli facesse almeno una pompa, dicendo questo si voltò verso di me, chiedendomi così con lo sguardo se ero disponibile, io mi voltai dall’altra parte e cambiai discorso, sorseggiando l’ennesimo bicchiere di vino. La cena e volta al termini ma proprio prima di salutarci uno dei due soci, Simone, ricordò di avere due splendide bottiglie di vino, che gli avevano regalato alcuni clienti, e che voleva aprire e brindare con tutto lo staff della società per il lavoro ben svolto durante l’anno, così facendo propose di passare dagli uffici per brindare tutti insieme. Io ero molto stanca e praticamente piena di vino che sarei andata volentieri a casa, ma siccome ero venuta con Paola, mi ero già organizzata per essere accompagnata a casa da Fabio, ma a quel punto andammo quasi tutti agli uffici , quasi tutti perché alcuni che abitavano molto più lontano decisero, vista l’ora di rincasare, era l’una passata. Non ci volle molto ad arrivare agli uffici, erano a pochi chilometri, restammo così in undici, io e 10 uomini,se non era per il tasso alcolico che mi circolava già nel sangue, non mi sarei mai trovata in una situazione del genere. Come da copione, arrivati in ufficio svuotammo le due bottiglie di vino francese con due bicchieri a testa, e nell’occasione non mi tirai indietro, non ero più sobria da un pezzo. Tutto iniziò in quel momento, Marco tornò sul discorso di prima, su chi di loro riesce a farsi spompinare dalla propria moglie, e rivolgendosi verso di me mi chiese se facevo dei pompini a mio marito, e se ero brava a farli; non so come abbia potuto ma con molta naturalezza gli dissi di sì, aggiungendo poi che non si era mai lamentato e che mi piacevano anche, Marco ribatte subito che doveva vedere per credere, e che secondo lui ero tutto fumo e niente arrosto, e che il vestito non fa il monaco, istigandomi a farne uno a Fabio che era un tot che non faceva sesso, e che così avrei fatto una buona azione nei suoi confronti e che avrei dimostrato inesorabilmente le mie doti di femmina . Nella stanza tutti tacevano e mi scrutavano per vedere la mia reazione, tutti erano brilli, e li sentivo commentare tra loro che non lo avrei mai fatto, che non ero il tipo, e che sicuramente non ne avevo mai fatti. Questo fece si che la parte di femmina troia che si nasconde in noi donne prese il sopravvento alla ragione e come se nulla fosse mi ritrovai chinata in ginocchio davanti a tutti con in mano il cazzo di Fabio. Ero così eccitata e incazzata per quello che avevo sentito che davo il meglio di me, spompinavo come non mai quel cazzo fino a farmelo andare in fondo alla gola, succhiando come non mai e slinguazzando quel pene fino ai testicoli, che mordicchiai più volte sotto lo sguardo incredulo di tutti, smanezzando con maestria su e giù per le labbra quella verga di carne che via via si era sempre più irrigidita e ingrossata, Fabio era così eccitato che non diceva nulla, aveva chiuso gli occhi e si era appoggiato con le mani indietro alla scrivania dell’ufficio, che si spostava leggermente sotto i colpi dei miei slinguazzamenti, per godersi al meglio quella imprevista e incredula prestazione che non si sarebbe mai aspettato da me. Non ci volle molto per farlo venire, e così sotto i commenti increduli dei colleghi non mi fermai e ingoiai tutto lo sperma che usciva ripulendo tutto quel randello leccandolo come il migliore dei gelati.
A quel punto sentivo sussurrare che ero proprio troia, e che non avrebbero mai pensato che dietro quello sguardo coperto da occhiali da maestrina e dal viso da brava ragazza si nascondesse una così sapiente puttanella, fu allora che Marco disse che ci sapevo fare, che non ero brava a compilare solo fatture e bolle, e nel dirlo allungo le mani verso di me con l’intento plateale di togliermi la giacca dicendo che ormai che avevo fatto trenta potevo fare trentuno e che avrebbero apprezzato molto uno spogliarello per ammirare così le mie grazie esaltate dalle parole di Paola durante la cena. Restai un attimo ferma , permettendo così a Marco di sfilarmi la giacca, cosa che mi portò a comportarmi come ipnotizzata proseguendo così con disinvoltura lo spettacolo erotico che avevo iniziato con il pompino fatto. Avevo gli occhi addosso di tutti e 10 i colleghi intorno a me, per prima tolsi il ciappo che legava i capelli in un’acconciatura del tutto particolare lasciando così libera la mia folta chioma nera leggermente mossa e soffice, continuai poi allentando la zip della gonna, e molto lentamente la feci scivolare lungo le mie gambe fino a terra, allorchè tutti iniziarono a borbottare commenti di esclamazione e stupore assieme a parole più spinte che invece di fermarmi fecero si di caricarmi ulteriormente, così inizia a sbottonare la camicetta bottone dopo bottone incitata da alcuni colleghi che reclamavano “nuda, nuda” con un piccolo coretto. Rimasi così in intimo, come una prostituta davanti a tutti, mi girai a cercare il mio provocatore, Marco, e gli chiesi se finalmente era soddisfatto o se voleva a sua volta un servizi etto orale, non disse una parola ma fece un cenno di si con la testa e io non me lo feci ripetere due volte, e inizia subito a toccargli da prima il pacco per sentire quanto era in tiro e poi slacciandogli i pantaloni e calandogli i boxer, rimasi poi stupita dalle dimensioni di quel pene, non della lunghezza ma della larghezza, ma dopo alcuni secondi di esitazione accompagnati da una esclamazione di stupore che lo rinvigorì ulteriormente, iniziai a succhiare anche quel randello come il precendente, e ad ogni imboccata lo vedevo, ma soprattutto lo sentivo, aumentava di rigidità. Questa volta però gli altri spettatori non restarono con le mani in mano e all’improvviso mi ritrovai palpata da una ventina di mani su tutto il corpo, mi sentivo le mammelle massaggiate da 4 poi 6 mani alla volta, sentivo mani strusciarmi lungo le gambe fino ad arrivare agli slip, per non parlare di quelle altre che sondavano le rotondità del mio fondoschiena, ero eccitatissima , non li fermai, e loro vedendo questo mi presero in 4 emi appoggiarono delicatamente su di una scrivania, staccandomi momentaneamente da quel pezzo di carne. Uno di loro mi disse o tutti o nessuno e così dicendo mi sono ritrovata 6 cazzi duri che si strusciavano sul mio viso in attesa di essere sapientemente umidificati, ma sentivo anche che alcune mani stavano scoprendo dalle coppe della guepiere e che qualcuno iniziava a succhiarmele, ma non era finita, altri mi sollevarono leggermente le gambe permettendo così ad uno, che riconobbi in Marco, di sfilarmi gli slip che ancora indossavo scoprendo in quel modo la mia passera infuocata e bagnata ma per di più accuratamente rasata, cosa che fece impazzire i ragazzi che mi apostrofarono con ogni sorta di aggettivo . Così mentre assaporavo due cazzi alla volta in bocca e ne masturbavo altri due con le mani, sentivo lingue su tutto il corpo dalle tette alle gambe fino alla passera sapientemente assaggiata da Marco che non finiva di stupirmi per le sue doti nascoste di amatore e porco. A quel punto mi sentivo troia ma proprio troia come da pornostar, e il bello sapevo e immaginavo che doveva ancora arrivare, infatti dopo alcune slinguazzate di Marco sulla passera, la sentii dilatatare e rovistare da più mani, non capivo più nulla, tutti i miei sensi erano sollecitati, e così mentre continuavo a segare due colleghi ero sempre impegnata con due randelli di carne in bocca che alternativamente o insieme succhiavo avidamente scambiandoli con altri a turno, avevo le tette continuamente palpate e ciucciate a dovere da più persone, poi ad un certo punto sentii la aprirmi le grandi labbra della passera che si era trasformata in una sorgente tra la saliva dei colleghi che la leccavano e i miei umori che dall’interno colavano come non mai, ero venuta almeno due volte, non ricordo chi fosse, ma sentivo una lingua ruvida e lunga arrivarmi dentro come non mai, sembrava quasi un membro da quanto mi era dentro, e con movimenti leggeri la sentivo leccare le pareti interne della passera, ero in extasi. Di colpo mi alzarono e divaricarono le gambe, poi con un colpo preciso e svelto mi ritrovai inforcata da un membro così grasso e turgido, che gridai dal dolore, ma fui subito zittita dallo sperma dei cazzi che stavo spompinando . Sentivo la passera dilatarsi a più non posso sotto i colpi ritmici di quel membro , mentre due lingue la leccavano con colpetti precisi all’estremità delle grandi labbra. Si scambiarono posto più volte scopandomi così per più di un’ora, poi mi presero e mi fecero apoggiare su di uno che si era sdraiato a terra, facendomi così mostrare agli altri le rotondità delle mie natiche, si precipitarono subito anche altri a continuare a toccarmi e leccarmi da tutte le parti, soprattutto iniziai a sentire più di una lingua nelle vicinanze del mio buchetto anale, non feci in tempo a pensare cosa poteva accadere di li a poco che mi sentii appoggiare un pene sul buchetto e con piccoli colpi lo sentii entrare accompagnato dal dolore della pelle che si dilatava al massimo e dal piacere nuovo che stavo esplorando, ero vergine nel culo, mio marito me lo aveva chiesto più volte, ma mi ero sempre rifiutata, in quel momento ero venuta per l’ennesima volta, quella doppia penetrazione mi aveva fatto impazzire, gli orgasmi che avevo provato fino ad ora non erano da paragonare a quello che stavo provando in quel momento, in quella posizione li avevo tutti a dosso, si scambiavano posto, quando uno o più di uno mi veniva dentro o in bocca lasciava il posto ad un altro, ma per me non cambiava niente, avevo sempre due cazzi da spompinare due che mi scopavano davanti e dietro e gli altri che si alternavano a succhiarmi e palparmi le tette, dopo un’altra ora in quella posizione dove tutti mi erano venuti più di una volta dentro il culo nella figa e in bocca ero esausta e anche loro così mi fecero alzare e mi aiutarono a riprendermi i miei vestiti , sentivo dello sperma colarmi da tutte le parti, mi diedero alcuni fazzoletti per pulirmi soprattutto viso e seno, lo sperma che mi avevano schizzato dentro doveva essere veramente tanto perché più mi pulivo le colate che scendevano dalla passera e dal culo, più ne scendeva, mi fecero tutti i complementi, dicendomi che avevo scopato proprio come una gran troia e salutandomi sentivo i commenti più spinti che si passavano tra di loro a bassa voce e solo in quel momento mi resi conto di cosa era successo, così indossai i vestiti alla bene meglio, e a testa china chiesi a Fabio di accompagnarmi a casa.
Continua……

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31/12/2008 01:11

Ale

Cara Ely, lascia perdere i commenti del Don King. Hanno il valore delle lire ormai scadute. E se aspetta le storie altrui, immaginati pure il resto.

29/12/2008 15:56

Azalaler

Se leggo la tua storia 10 volte me lo fai diventare duro 11!!! Aspetto la seconda parte... Però la prossima volta ti consiglio di non fartene 20!!!

28/12/2008 17:30

Don King

Cara Ely, il racconto è un pò lungo, a volte non molto chiaro e pieno di errori, ma comunque una bella storia molto eccitante. 10 uomini in un colpo solo!! O hai una gran fantasia o ti sei scoperta più troia di quello che forse anche tu ti sei mai immaginata. Aspetto la continuazione e buone trombate, ciao.

28/12/2008 01:39

giulio

AH CAZZARA!!!!!!!!!!

27/05/2013 14:28

Hounafamebestia@libero.it

Magari potessi sentire 10 cazzi sul mio corpo, me ne basterebbe anche uno, scopatemi fino a farmi svenire di piacere.. Silvietta

25/12/2010 19:37

francesco

ciao ely complimenti per come hai raccontato la tua storia. io vorrei sapere dopo cosa e successo??????

23/09/2009 02:13

samy

ciao ely... ti invidio sai... mi piacerebbe avere un esperienza come la tua, basterebbero anche 3 uomini! mi sono eccitata solo leggendo... bravissima!

23/01/2009 15:34

romano

SEI POPO NA GRAN PUTTANA!!!!!

20/12/2011 17:39

francesco

scrivi continua ma dove

18/02/2009 14:11

Don King

Cretino di un Ale, leggi bene, il mio commento è un elogio al bel racconto di Ely, deficente. Il mio commento vale come le lire scadute? Cosa significa? Il mio è un commento personale, tutto qui quello che vale. Il tuo cosa vale? di più? e perché? forse perchè sei uno che l'italiano non sa cosa sia sei più autorevole di me? se ti sei offeso per un mio commento su un tuo racconto cazzi tuoi, vuol dire che non sai cosa sia la lingua italiana oppure la cazzata che hai sparato era così vomitevole che meritava un commento critico. Cosa farei io? aspetto le storie altrui? ma va a cagare stronzo. Poi casa vuol dire "immaginati pure il resto"? Non sei chiaro neanche nei commenti, pezzo di merda.

05/12/2009 05:06

antonio

Se questa storia e' vera hai sbagliato lavoro, oppure dovresti avere una seconda vita, segreta.

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