SESSO IN TRENO CON SORPRESA – 1^ parte – Castelmaggiore (BO)

Sono una donna matura ed ex alcolista. Questa è una storia che non ho mai raccontato a nessuno e che mi fa star male ancora oggi. Voglio liberare i miei rimorsi e lo faccio qui, dove ogni tanto sbircio fra i boys meravigliosi sognando chissà quali avventure. Io ho 59 anni, mio marito 61 e non scopiamo più da almeno 5 anni.
Veniamo al dunque. Nel 1980 ne avevo 21, e non era facile dividersi fra lavoro, vita privata e famiglia, specialmente se il tuo ragazzo (che non è il mio attuale marito) ti faceva le corna ogni tre per due. Lavoravo a Firenze e, dopo aver litigato il venerdì sera, come ogni sabato mattina, ho preso comunque il treno per tornare a casa dopo una settimana di lavoro in città. Dopo l'incidente di papà, la mamma era rimasta vedova quando io avevo solo 4 anni e andavo a trovarla ogni fine settimana a Castelmaggiore, periferia di Bologna, il mio paese di origine. Stavolta non c'era il mio “fidanzato” ad accompagnarmi, ero sola e super-incazzata.
Dovete sapere che allora i treni normali avevano ancora gli scompartimenti, quelli che si chiudevano con la porta scorrevole. Nonostante l'incazzatura, la vista delle colline e dei boschi verdi toglieva il fiato. In tutto lo scompartimento c'eravamo solo io e un uomo un tipo sui 55/60, elegante e dall'aspetto gentile. Aveva dei lineamenti regolari e molto maschili, una bocca sensuale con denti perfetti (forse una protesi). Gli occhi erano chiari e suggerivano una passione e una sessualità perversa e senza censure. 
Mi sono addormentata per qualche minuto, ma mi sono svegliata di soprassalto. Quando ho aperto gli occhi, l'uomo era in ginocchio di fronte a me e mi accarezzava lentamente, con estrema delicatezza, mi fissava intensamente e non diceva niente.
Ho spinto il piede contro la sua mano e lui si è alzato. Si è seduto vicino a me e ha continuato a non parlare. 
All'inizio era titubante, come se fosse in attesa del mio consenso. Poi con una mano ha ricominciato a carezzarmi dietro l'orecchio, spostando i capelli. Sentivo le mie orecchie e le mie guance arrossire. Non so perchè, ma mi piaceva un casino. L'ho guardato e ho provato un forte calore salire dalla vagina fino al cervello. Era chiaro che mi ero eccitata, non sapevo nemmeno chi fosse ma non me mi importava, percepivo di potermi fidare di lui. Gli ho sussurrato tre sole parole:
- Ok, ti voglio... 
Ha sorriso dolcemente, sbattuto le palpebre e annuito come risposta positiva. Subito ha iniziato a baciarmi e le sue labbra mi hanno divorato. La mano destra era ormai sotto la gonna, tra le mie cosce, e provocava stimoli sempre più intensi. Ha abbassato le mutande infilando uno, poi due dita nella vagina umida e disponibile.
Mi ha masturbato con insistenza penetrandomi con le dita in movimenti di rotazione che nemmeno io conoscevo e che coinvolgevano in particolare la parte di figa che stava dietro il clitoride (forse il famigerato punto G). Fatto sta che godevo come una principiante anche se avevo 21 anni e di cazzi ne avevo già provati parecchi.
Il mio cervello era in tilt, non mi rendevo conto di essere su un treno, dove chiunque ci poteva scoprire. O forse questo mi infoiava ancora di più.

CONTINUA

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